Omelia delle domeniche e feste Anno B
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
19 agosto 2026 * S. Magno vescovo
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Nativita
Testi liturgici: Is 62,11-12; Tt 3,4-7; Lc 2,15-20
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Vogliamo riflettere su alcune espressioni ascoltate nelle letture. Esse dovrebbero aiutarci a superare certe situazioni di vita nelle quali ci stiamo trovando pesantemente.
Si tratta dell’esperienza che stiamo vivendo, cosa nella quale di fatto non riusciamo a capirci nulla, con la conseguenza del non sapere neppure come comportarci. È da notare che essa non solo è limitata a livello personale ma tocca tutti, è a livello mondiale.
Non comprendiamo il motivo da dove e da come provenga l’attuale emergenza sanitaria, non compendiamo la ragione di certi provvedimenti governativi, non comprendiamo certe posizioni di coloro che dovrebbero guidare saggiamente la Chiesa, in una parola non riusciamo più a comprendere dove e quale sia la verità.

È vero che certe persone, sostanzialmente mosse dal proprio orgoglio, danno risposte, ma di fatto non sono convincenti e non ottengono il conseguente serio risultato.

In altre parole, dobbiamo riconoscere che non è la scienza, non è la politica, non sono le opinioni personali a darci la vera e giusta risposta.

Dobbiamo arrivare ad ammettere che solo il Signore può darci quella adeguata, quella vera. Questa risposta ce l’ha data anche oggi, se abbiamo ben compreso alcune parole ascoltate: “Dite alla figlia di Sion: Ecco, arriva il tuo salvatore; ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede”.

Questo per dirci che solo lui può intervenire, che solo lui può dire: “Io sono il Signore vostro Dio, non vi sono altri all’infuori di me”; quindi solo lui possiede la verità.

Ed ecco che il Signore, per potercelo manifestare non solo a parole ma di fatto, ha mandato il proprio figlio Gesù, nato dalla Vergine Maria, nato non in una reggia ma in una stalla, come a voler dire che di fatto è rifiutato dai potenti e governanti di turno.

Sarà proprio lui, nella successiva predicazione, a dire con maggiore forza: “Io sono la Via, la Verità e la Vita”.

Pertanto solo lui spiega e dona tutto, solo lui ci salva veramente.

Lo hanno affermato anche le espressioni tratte dalla seconda lettura: “Quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia”.

Ed ecco che dal giorno della nascita di Gesù, scopriamo un Dio che si è fatto in tutto simile a noi, per rimanere con noi e poterci aiutare.

Purtroppo, anche da una buona parte di cristiani, questo non è tenuto più presente. Di fatto, non abbiamo più lui perché ci siamo creato altri dei, abbiamo altri idoli posti a fondamento della nostra vita, quali ad esempio: noi stessi, le nostre capacità, la nostra cultura, le nostre opinioni, la parola della scienza, il potere dei governanti, il denaro a cui siamo attaccati, senza escludere l’organizzazione mondiale che rema contro.

Praticamente l’uomo vuol prendere il posto di Dio, e di fatto lo ha già preso, come di fatto sta dimostrando nel non aver bisogno di lui.

Ma questa scelta risolve i nostri problemi?

Certamente no, anzi li peggiora.

Sappiamo che se una casa è costruita sulla sabbia, alla prima tempesta affonda. Analogamente, se la nostra vita non è fondata su Dio, alle prime difficoltà, tutto crolla e tutto va in frantumi.

Che fare perché questo non avvenga?

Dobbiamo assomigliare ai pastori che hanno creduto alle parole degli angeli dicendo: “Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”.

E poi, cosa è venuto ancora in forza di questa obbedienza della fede?

Ecco le ulteriori precise parole: “I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, come era stato loro detto”.

La conclusione per noi. Se non torniamo seriamente a Dio, tutto andrà di male in peggio. Siamo giunti al capolinea, è urgentemente necessario cambiare stile di vita.

Dobbiamo vivere rimettendo al centro il Signore, non le nostre cose, non i nostri interessi, non le nostre opinioni, non il pensiero dominante, ma la parola di Dio. La Parola di Dio è un insegnamento, ma innanzitutto è una persona, è Gesù Cristo.

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello 

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"... io piego le ginocchia
davanti al Padre,

dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra." (Ef. 3,14-15)

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