Omelia delle domeniche e feste Anno A
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
26 agosto 2026 * S. Teresa Jornet Ibars
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20 Cananea
Testi liturgici: Is 56, 1.6-7; Rm 11, 13-15.29-32; Mt 15,21-28
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“Signore, aiutami!”.
È quello che dice gridando la donna cananea, tanto che i discepoli sono costretti a implorare Gesù: “Esaudiscila …”, come a dire: non ne possiamo più, è un tormento che non ci lascia in pace!
Di fatto essa, aveva già messo in conto che il suo gridare avrebbe disturbato la gente e perfino Gesù, ma questo non le interessa più di tanto perché non avrebbe avuto altro da perdere. Infatti, le era già stato tolto perfino colui al quale ci teneva tanto, il proprio figlio.

Però, a dire la verità, le era rimasta una cosa, non indebolita ma vigorosa più che mai. Era la sua piena fiducia in Gesù, cosa che Gesù stesso alla fine dovrà riconoscere: “Donna, grande è la tua fede!”.

Riferendolo a noi, quale applicazione possiamo fare?

Noi facilmente cataloghiamo le persone e di conseguenza le giudichiamo. Normalmente il nostro giudizio è mosso dal comportamento esterno della persona, consistente in una azione sbagliata che ha compiuto, oppure in un comportamento che non ci piace. Ammesso pure che il comportamento sia oggettivamente sbagliato, chi può leggere quello che c’è nel cuore di tale persona?

Anche la cananea era considerata una petulante, una alla quale non dover dare attenzione, tanto più perché non apparteneva al popolo di Israele e quindi da non doversi prendere in considerazione.

Anche Gesù all’apparenza si allinea a questo giudizio e comportamento, tanto da dirle che con lei non aveva nulla da spartire, non voleva sprecare tempo: “Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”.

Di fatto, l’espressione di Gesù non era per giudicarla, ma per provocare e misurare la sua fede. Tanto è vero che proprio per tale fatto poi le manifesterà un giudizio di lode, anche se non ripeterà tutta l’espressione pronunciata altre volte, in situazioni analoghe: “Vi dico che in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande”.

Se volessimo tradurlo all’oggi, nel nostro linguaggio corrente, potremmo dire così: “Ho incontrato la tale persona, che non va in chiesa, oppure che segue altre religioni; però di fatto devo dire che si comporta meglio di tanti cristiani, perfino di quelli praticanti”.

Questo, ovviamente, non per approvare chi non vive da vero cristiano o che appartiene ad altre religioni, ma solo per non giudicare.

Questo anche per dire che se è vero che il Signore ci salva in quanto popolo appartenente alla Chiesa cattolica, non è detto che gli altri siano dannati, a meno che consapevolmente e volutamente vogliono rimanerne fuori.

Tale verità, quella per la quale il Signore vuole che tutti siano salvi, è espressa chiaramente anche nel brano della prima lettura: “Così dice il Signore: Gli stranieri li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera… perché la mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutti i popoli”.

Lo ha espresso anche il salmo responsoriale: “Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti”, a cui in risposta abbiamo ripetuto: “Popoli tutti, lodate il Signore”.

A questo punto, però, bisogna fare attenzione, perché molti non hanno le idee chiare. Se è vero che tutti possono salvarsi, non è assolutamente vero che tutte le religioni sono uguali. La religione scelta da Dio è unica, è quella cattolica.

Gli appartenenti alla fede cattolica sono chiamati a portare rispetto ed essere aperti a tutti, ma non per questo possono svendere le verità della propria fede, quella fondata da Cristo e trasmessa dagli apostoli, adattandosi a quella degli altri e di conseguenza annacquando la propria. Proprio per questo non possiamo dire che ogni religione vale l’altra.

Ripensiamo a questo quando fra poco, nella professione di fede, diremo: “Credo la Chiesa, una, santa, cattolica, apostolica”.

Sac. Cesare Ferri, rettore santuario san Giuseppe in Spicello

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"... io piego le ginocchia
davanti al Padre,

dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra." (Ef. 3,14-15)

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