Tentazioni
Testi liturgici: Gen 9,8-15; I Pt 3,18-22; Mc 1, 12-15
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Il brevissimo brano evangelico si conclude con le parole pronunciate da Gesù all’inizio del suo ministero pubblico. Da notare bene che le dice dopo che Giovanni Battista era stato arrestato.

Cosa aveva detto Giovanni qualche tempo prima, lungo il Giordano, presentandolo alla folla?

Aveva detto: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo”.

In altre parole lo aveva indicato come l’unico salvatore, per cui non dovevano aspettarne un altro. Solo a lui dovevano dare fiducia, ascoltando ed eseguendo quello che avrebbe proposto. Ed ecco la sua proposta, come inizio e programma della sua predicazione: “Convertitevi e credete al Vangelo”.

 Ebbene, il tempo quaresimale appena iniziato è un dono che ci è fatto dal Signore per aiutarci a prendere in maggiore considerazione questa suo invito, verificando il grado della nostra fede e l’impegno che mettiamo per una vera conversione.

Uno degli aspetti per tale verifica lo possiamo prendere dal brano della lettera di Pietro. Esso ci aiuta a vedere se siamo in linea con la proposta di Gesù.

Ed ecco le parole che abbiamo ascoltato: “Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio”.

Come siamo lontani da questo! Come è diverso il nostro modo di ragionare! Infatti, di fronte alla sfortuna, alla disgrazia o alla sofferenza di qualcuno, potrebbe venirci da dire: “Se l’è cercata. Si arrangi!”.

Per fortuna che questa non è la logica che il Signore pratica nei nostri confronti.

Egli, infatti, dopo il peccato originale e per i successivi nostri peccati, non si è adeguato alla citata espressione, lasciandoci in balia di noi stessi, ma ci ha donato il Figlio. Egli essendo in tutto simile a noi fuorché nel peccato, è venuto per tirarci fuori proprio da ogni nostro peccato.

A questo punto è da notare che se egli è senza peccato, non per questo è stato esentato dalla tentazione: “Nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana”.

Cosa è la tentazione?

La tentazione è un invito, una sollecitazione a non seguire il pensiero e la volontà di Dio. La tentazione vuol illuderci, vuol farci credere che la proposta di Dio è falsa, che va contro il nostro bene e la nostra felicità.

A dir la verità, invece, è tutto il contrario!

Comunque, la tentazione è un fatto normale, tutti siamo tentati. Quello che conta, in quel momento, è saper scegliere. In ogni tentazione, infatti, siamo invitati a fare una scelta tra due amori: o l’amore vero verso Dio o l’amore sbagliato verso noi stessi, verso gli altri e verso le cose.

Se scegliamo di non crederla e di non accettarla, essa non può toccarci, anzi potrebbe diventare fonte di meriti. 

Come prevenire e vincere la tentazione?

Dobbiamo prendere l’esempio da Gesù. Il brano di Marco letto quest’anno non ce lo dice, mentre ce lo riferiscono gli altri evangelisti.

Sostanzialmente sono state tre: dare eccessiva importanza alle cose materiali e mondane, volere a tutti i costi una buona immagine di noi stessi di fronte agli altri, voler essere e voler restare al di sopra di tutti come se fossimo i padroni del mondo.

Qual è stata l’arma di Gesù per vincerle?

Quella di citare i brani della Bibbia e restare fedele ad essi, cioè nell’adeguarsi al pensiero di Dio e nel fare la sua volontà.

Questo per dire che anche noi vinceremo ogni tentazione se siamo fortemente legati alla Parola di Dio. È attraverso di essa, infatti, che potremo avere luce per capire la falsità della tentazione e la forza per poterla vincere.

Questo, ovviamente, può avvenire solo se siamo persone riflessive e persone di preghiera.

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello