AssunzioneTesti liturgici: Ap 11,19;12,1-6; Sl 44; 1Cor 15,20-27; Lc 1,39-56
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Una delle espressioni, ascoltate nelle letture di oggi, è questa: “Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi, e sul capo una corona di dodici stelle”.
Il testo, poi, prosegue dicendo che la donna sta per partorire con grande dolore, minacciata dal drago rosso che vuole divorare il frutto del parto; ma Dio impedisce che la tragedia si compia, rapisce il bambino e aiuta la donna a fuggire nel deserto.
Di chi si parla: di Maria e solo di Maria?
Si parla, invece, della Chiesa. Essa porta dentro di sé Gesù Cristo e il suo Vangelo che deve annunciare al mondo (lo deve partorire); ad essa si oppongono tutti i sistemi di potere che si susseguono nel tempo (il drago rosso).
La Chiesa però, anche se perseguitata e molto sofferente, è circondata dall’amore di Dio (è vestita di sole); domina la storia (la luna sotto i piedi); è ben fondata sulla testimonianza dei dodici apostoli (le dodici stelle).
Dio difende quello che la Chiesa porta in grembo e gli permette di crescere (destinato a governare le nazioni); non le toglie la persecuzione (la fuga nel deserto); tuttavia rimane forte per la presenza attiva di Dio (le ha preparato un rifugio).
A questo punto, sembra che il brano non abbia nessun riferimento a Maria.
Allora, perché è stato letto oggi, festa di Maria Santissima assunta in cielo?
Appunto, perché tra la Chiesa e Maria c’è un legame profondo. Tutto quello che la Chiesa vive e fa, lo impara dal comportamento di Maria; dal suo coraggio, dalla sua sofferenza, dalla sua gioia.
Impara non solo a custodire Gesù dentro di sé, ma pure a farlo conoscere e a farlo nascere negli altri attraverso la evangelizzazione, la predicazione e la celebrazione dei sacramenti.
Far conoscere Gesù Cristo, comporta non pochi dolori e sofferenze; provoca opposizione e incomprensione; per cui lo scontro è inevitabile.
Ma non è una lotta in perdita, come potrebbe sembrare. Ha un esito sicuro, determinato dall’amore di cui Dio circonda l’impegno di ogni credente, come fa il sole per le creature.
Maria è la chiave data a tutti i credenti per essere vittoriosi contro le tentazioni del male.
Cosa fa, in proposito, Maria?
Il Vangelo ci presenta il compito che essa mette in atto nei nostri confronti, nonché i frutti che ci vengono per la sua presenza, come ci conferma il saluto di Elisabetta.
È il compito che ancor oggi, assunta alla gloria del paradiso, continua a svolgere per ciascuno di noi.
La risposta di Maria ad Elisabetta è un canto di lode; è una preghiera straordinaria che nasce dal cuore di chi scopre la presenza dell’azione di Dio nella sua vita.
Ognuno di noi dovrebbe scoprire le meraviglie di Dio nella propria vita.
Quali sono?
Quelle indicate da Maria, ma si tratta di scoprirle. Purtroppo non tutti ne sono in grado, perché la logica di Dio è completamente diversa da quella degli uomini.
Per il Signore, infatti, coloro che fanno veramente storia, non sono i ricchi o i potenti. Dio costruisce la storia attraverso gli umili, gli affamati della sua parola, gli oppressi a causa della fede.
I cristiani che vivono così sembrano perdenti, ma in realtà sono i vincitori!
Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello