Assunzione
Testi liturgici: Ap 12, 1-6.10; I Cor 15, 20-27; Lc 1,39-56

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Vogliamo confrontare la solennità di oggi, che è quella dell’Assunzione al cielo in anima e corpo di Maria Vergine, con quella che celebreremo l’otto dicembre prossimo, che è quella della sua Immacolata Concezione.
Dal punto di vista della fede e della liturgia, non si creano problemi di sorta, anzi si integrano a vicenda. Infatti, se la Vergine Maria è nata senza peccato originale, la conseguenza sarebbe dovuta essere che il suo corpo non avrebbe subito la corruzione. E di fatto così è avvenuto. È proprio quello che celebriamo nella solennità di oggi.

Il problema semmai sta nella devozione e nella pratica dei cristiani che da una parte giustamente riconoscono e solennizzano l’Immacolata, dall’altra fanno passare in seconda linea quella di oggi. Quasi tutti, infatti, dicono che oggi è il ferragosto, termine che nulla ha da condividere con l’Assunzione della Vergine, o che per lo meno non dovrebbe essere messa al primo posto, se vogliamo rispettare la gerarchia di valori.

Perché si dice “ferragosto” e perché e da dove ne proviene il termine?

La festa del ferragosto è iniziata al tempo dell’impero romano, e quindi da più di duemila anni or sono. Era il giorno in cui non si doveva lavorare, ci si doveva fermare dalle attività per fare festa all’imperatore Cesare Augusto. Col tempo, l’espressione del “far festa ad Augusto”, è stata abbreviata in “ferragosto”, intendendo l’astensione dal lavoro, il riposo, tradotto in seguito anche con il termine di “ferie”.

Anche la ricorrenza di Maria assunta in cielo è da oltre duemila anni che è festeggiata dai cristiani; una ricorrenza che certamente ha un significato ben più alto di quello che si sarebbe meritato Cesare Augusto.

Questa Assunzione della Vergine, anche se da sempre festeggiata, solo nel 1950 ha ricevuto la sua definizione dogmatica.

Per quale motivo Pio XII ha riconosciuto ufficialmente la tradizione cristiana e ne ha proclamato il dogma?

La goccia che ha fatto travasare il vaso è stata l’apparizione della Madonna a Bruno Cornacchiola, avvenuta il 12 aprile 1947 in Roma, alle Tre Fontane, luogo dove poi sorgerà l’attuale santuario denominato: “Santuario della Beata Vergine della Rivelazione”.

Chi era Bruno Cornacchiola?

Era un ardente e tenace persecutore della Chiesa cattolica; la Madonna gli appare e lo invita a convertirsi ed a entrare nella Chiesa stessa. Lui comprende e subito rinnega le sue convinzioni sbagliate entrando a far parte della Chiesa stessa.

Ebbene, tra le altre cose, la Madonna gli rivela pure il fatto della sua Assunzione al Cielo in anima e corpo, con queste parole: “Il mio corpo non poteva marcire e non marcì, da mio Figlio e dagli angeli fui portata in cielo”.

Il Papa, informato dei fatti, non mette in dubbio l’apparizione; il 5 ottobre dello stesso anno, in Piazza San Pietro, benedice la statua che oggi si venera, appunto, nel citato santuario.

Anche Maria, dunque, è passata per la morte, ma il suo corpo non ha subito la corruzione. Ella non ha dovuto attendere la fine dei tempi per avere la redenzione corporea, per il fatto che il peccato non ha mai offuscato la sua anima. Da tale fatto ne consegue una grande verità.

Se Gesù, una volta asceso in cielo in anima e corpo, è divenuto il “Re dell’universo”, così Maria, per la sua assunzione in cielo, è esaltata quale “Regina del cielo e della terra”.

Dietro questi fatti, qual è la verità consolante per noi?

Se da una parte Maria è Madre nostra, ci ama teneramente, farebbe chissà che cosa per noi, più di ogni madre terrena, dall’altra è anche Regina e quindi ha in mano un grande potere; in forza di questi due aspetti, possiamo essere certi che tutto ottiene dal Signore e tutto ci dona.

Ciò ammesso e creduto, di che cosa dobbiamo avere paura a consacrarci al suo cuore immacolato, come da lei tante volte richiesto? Questo vuol dire che vogliamo vivere secondo il vangelo, come ha fatto lei.

Se viviamo così, neppure dobbiamo avere paura del drago rosso, del diavolo, perché da lei è già stato vinto anche se, ovviamente, dobbiamo stare all’erta e combatterlo, perché non vuol darsi per vinto.

Sì, o Maria, consolaci sempre nelle nostre tribolazioni, aiutaci a vincere le tentazioni, aiutaci a credere e sperare nell’immancabile aiuto del Signore da te certamente ottenuto.

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello